Tre pavimenti nuovi, lo stesso velo sopra
Il trattamento pavimenti di questa villa a Paderno Dugnano è arrivato a lavori appena chiusi: pareti ridipinte, porte nuove, lampadine ancora appese al filo. A terra c’erano tre pavimenti diversi. Gres effetto legno scuro nelle camere, grandi lastre di gres antracite in una stanza che dà sul giardino, lastre chiare venate nella zona giorno, dove la cucina con l’isola era già montata.
Tutti e tre avevano lo stesso difetto: opachi in controluce, con aloni e chiazze bianche. È il velo di stucco, il film di cemento che resta sulle piastrelle quando il posatore riempie le fughe. Con mocio e detergente di casa si sposta da un punto all’altro, e appena il pavimento asciuga gli aloni tornano. Per toglierlo serve un prodotto che lo sciolga e una macchina che lo stacchi.
A Paderno ce lo raccontano spesso: a qualche settimana dal trasloco il gres resta opaco, a macchie, con una patina bianca che non va via, perché la pulizia di fine cantiere non è stata fatta. In questa villa siamo arrivati prima dei traslochi, con quasi tutte le stanze ancora vuote.
Le fasi del trattamento sul gres
Sul gres appena posato lavoriamo sempre in cinque passaggi:
- Disincrostante acido. Stendiamo Demon, il disincrostante acido dei prodotti a marchio Domina, e lo lasciamo agire. Mentre scioglie lo stucco fa schiuma: nelle foto delle camere si vedono i cerchi bianchi lasciati dalla macchina.
- Monospazzola con disco nero. È il disco più abrasivo della scala e stacca il residuo ammorbidito. Sul balcone, con la macchina inclinata, si vede montato sotto il piatto.
- Aspiraliquidi. Acqua, prodotto e stucco sciolto vanno via subito, prima che si riasciughino sulle piastrelle.
- Neutralizzante. Ferma l’azione dell’acido.
- Detergente neutro. Lavaggio finale con il mop, poi battiscopa e soglie a mano.
Tempi, attrezzi e differenze tra gres naturale, lappato ed effetto legno sono spiegati nella pagina su come puliamo il gres appena stuccato.
Il gres effetto legno delle camere
Nelle camere il gres imita un legno scuro, con nodi e crepe disegnati sulle doghe. Lo stucco si ferma proprio lì, nella texture in rilievo, ed è per questo che il mocio non basta. La monospazzola ha lavorato lungo le doghe, una stanza alla volta, fino alle portefinestre con le inferriate sul giardino.
Dove il residuo resisteva, un operatore è passato accovacciato con un tampone, punto per punto. Vicino ai termosifoni e lungo il battiscopa, dove la macchina non arriva, si finisce a mano. Alla fine, asciutto, il pavimento aveva di nuovo il colore del legno, nodi compresi, senza chiazze nella luce che entra dalle finestre.
Le lastre antracite, dove lo stucco si vede di più
Su un gres scuro il velo di stucco non si nasconde: in questa stanza le lastre antracite a grande formato avevano strisce e macchie biancastre ben visibili anche senza controluce. È il pavimento che mette più alla prova il lavoro, perché ogni alone rimasto si nota.
Nelle foto si vede la sequenza: l’aspiraliquidi sulle lastre ancora bagnate e piene di schiuma, poi il mop per il lavaggio finale. A pavimento asciutto la superficie è uniforme da un muro all’altro, fino alla fascia verticale di piastrelle decorate nell’angolo della stanza.
La zona giorno con la cucina già montata
Nella zona giorno la cucina era già al suo posto: isola con piano chiaro, colonne scure del forno, tavolo. Il pavimento è di grandi lastre chiare con venature grigie. La monospazzola ha lavorato attorno all’isola e alle gambe del tavolo, l’aspiraliquidi raccoglieva l’acqua subito dietro, e gli zoccoli della cucina sono stati rifiniti a mano.
Con una cucina montata l’acqua non deve fermarsi sotto i mobili: per questo attorno all’isola si aspira subito, senza lasciare il pavimento bagnato.
Anche il balcone
Il balcone ha un pavimento più vecchio: listelli color cotto, posati a correre, con i muri attorno ancora da sistemare. Qui il pavimento non era nuovo e il lavoro è stato un lavaggio a fondo: monospazzola con il disco nero e aspiraliquidi, come all’interno, fino alla soglia della portafinestra.
Pavimenti e fine cantiere: due lavori diversi
Il trattamento dei pavimenti scioglie lo stucco da terra, con prodotti e macchine suoi. La pulizia di fine cantiere toglie polvere e residui da tutto il resto: vetri, infissi, bagni, porte, termosifoni. Si possono chiedere insieme, oppure solo il trattamento se il resto della casa è già a posto. Com’è fatta la seconda lo racconta la pagina sulla pulizia di fine cantiere a Paderno Dugnano.
C’è una domanda che ci fanno quasi tutti prima di un pavimento nuovo: l’acido lo rovina? Sul gres porcellanato no, a patto di neutralizzarlo e risciacquare, ed è quello che fanno le fasi 4 e 5. Le pietre naturali calcaree come marmo e travertino invece l’acido non lo sopportano, e lì si lavora in un altro modo. Per questo, prima di iniziare, guardiamo che materiale c’è stanza per stanza.
Trattamento pavimenti a Paderno Dugnano e dintorni
Siamo un’impresa di pulizie di Garbagnate Milanese, a un quarto d’ora da Paderno Dugnano. Trattiamo i pavimenti appena posati anche a Cusano Milanino, Cormano, Cinisello Balsamo, Senago, Varedo e Limbiate.
Il preventivo si fa a distanza. Mandaci qualche foto del pavimento scattata in controluce, stanza per stanza, con la metratura indicativa. Dicci che materiali ci sono (gres, marmo, parquet) e se cucina o mobili sono già montati: cambia l’organizzazione del lavoro. Dalle foto ti mandiamo la proposta.
Un pavimento nuovo dovrebbe sembrare nuovo
Se hai appena finito i lavori e in controluce vedi aloni che il mocio non toglie, quasi sempre è stucco, e si toglie. Scrivici dal form qui sotto, su WhatsApp o con una telefonata.















